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Gli appunti condivisi di Davide Turi
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Nel 2007, le risorse complessive del settore hanno superato gli 8 miliardi di euro, con una crescita complessiva che ha sfiorato il 6%. Con riguardo alle diverse componenti di ricavo, la pubblicità, pur rimanendo di gran lunga la maggiore fonte di introiti, per la prima volta scende al di sotto della soglia del 50%, con una crescita inferiore alla metà di quella fatta registrare dal settore nel suo complesso. I ricavi derivanti dalla fornitura di contenuti ad altri operatori broadcasting e di telecomunicazioni su reti fisse e mobili, anche se con dimensioni ancora poco significative (circa il 3% del mercato), mostrano un consistente dinamismo, sebbene, a ritmi più contenuti, continua ad aumentare il peso della componente televisiva a pagamento, ormai non lontana dal 30% dei ricavi complessivi.
Nonostante ciò, si segnala che nel 2007, a seguito anche del progressivo aumento dell’audience (che ormai, in prima serata, si colloca stabilmente intorno ai 2 milioni di spettatori) il mezzo satellitare ha sfiorato i 200 milioni di ricavi, con una crescita di oltre il 40%.

Passando all’analisi della televisione digitale nel suo complesso, il numero totale di accessi digitali ha raggiunto nel marzo scorso i circa 11 milioni, con un incremento di oltre 1 milione rispetto all’anno precedente. Tale crescita è da ascriversi prevalentemente all’affermazione della televisione digitale terrestre, mentre l’IPTV - pur registrando tassi di sviluppo in aumento rispetto all’anno precedente, - supera di poco i 300.000 abbonati
l sistema televisivo italiano sta affrontando un cambiamento radicale, anche in ragione della progressiva affermazione delle nuove piattaforme di accesso. Nel corso del 2007, vi è stato un significativo incremento dei decoder digitali terrestri venduti (da soli o integrati all’intero dei televisori), con 2,4 milioni di unità vendute, contro poco più della metà del 2006. Allo stesso tempo, a partire dal mese di settembre 2007, grazie anche ad una consistente riduzione dei prezzi degli apparecchi TV, la vendita mensile degli apparati integrati ha superato quella dei set top box.

Si stima che la consistenza di apparati DTT abbia ad oggi superato i 5 milioni, e di questi 2,4 milioni siano utilizzati anche per servizi di televisione a pagamento, la cui offerta si sta progressivamente ampliando, grazie a soluzioni innovative in termini di contenuti e di livelli di prezzo più accessibili ad una clientela ampia. Durante il 2007, si è osservata una crescita della consistenza delle carte prepagate offerte da Telecom Italia Media e Mediaset nell’ordine del 10%, mentre si stima che, nel mese di marzo di quest’anno, le carte in esercizio in grado di fruire di servizi pay avevano superato i 4 milioni.
Con riguardo alla transizione dalla trasmissione televisiva in tecnica analogica a quella digitale, la legge n.222/07 di conversione con modificazioni del Decreto legge 1 ottobre 2007, n.159, ha introdotto alcune rilevanti misure. In primo luogo, la legge ha prorogato al 2012 la data per la cessazione delle trasmissioni in tecnica analogica terrestre. In secondo luogo, si sono introdotte misure per favorire la produzione di apparecchi televisivi digitali stabilendo, tra l’altro, l’obbligo di integrazione del sintonizzatore digitale per la ricezione dei servizi della televisione digitale negli apparecchi televisivi venduti ai consumatori sul territorio nazionale, entro diciotto mesi dalla data di entrata in vigore del decreto (giugno 2009).